Studi e ricerche

Studio dell'impatto fisiologico e psicologico del disorientamento spaziale

Astronauta john grunsfeld

Alcuni anni fa la NASA progettò un affascinante esperimento per studiare l'impatto fisiologico e psicologico del disorientamento spaziale, un fenomeno che si verifica negli astronauti dopo un prolungato periodo in ambiente in assenza di gravità. La NASA equipaggiò un gruppo di astronauti volontari di lenti convesse che ruotavano la realtà di 180°, in questo modo il mondo dal loro punto di vista era a testa in giù. Gli scienziati studiarono i soggetti per scoprire quali fossero gli effetti degli occhiali se indossati per 24 ore al giorno, anche durante il sonno.
All'inizio i soggetti manifestarono tensione e ansia estreme con ripercurssioni sulla pressione del sangue e altre funzioni vitali.

Con il passare del tempo, i volontari si adattarono al nuovo livello di stress, ma non del tutto: in fondo, vedevano tutto al contrario! Dopo 26 giorni dall'inizio dell'esperimento, in uno dei volontari si verificò un fenomeno sbalorditivo: il suo mondo tornò ad essere "dritto". Le lenti erano le stesse ed il soggetto continuava ad indossarle, ma ora vedeva tutto ciò che lo circondava in modo normale. Nei giorni seguenti, in tutti gli altri astronauti si verificò lo stesso fenomeno.

Connessioni neuronaliCosa era successo? Dopo 26-30 giorni di continua comunicazione di messaggi bizzarri, la mente dei soggetti creò un numero di nuove connessioni neuronali sufficienti a rimappare completamente il cervello in modo da consentire loro una percezione visiva e spaziale funzionante sebbene con una differenza di 180 gradi.

Con esperimenti successivi, i ricercatori scoprirono che rimuovendo le lenti, anche per brevi periodi, durante le tre o quattro settimane di prova, l'adattamento neuronale non si verificava. In altre parole erano necessari dai 26 ai 30 giorni di comunicazione ininterrotta e costante di una nuova informazione percettiva (conscia) perché la mente inconscia accettasse di adattarsi di nuova all'informazione e la considerasse normale.
Questo significa che è necessario utilizzare tecniche di ricondizionamento neuronale per approssimativamente 30 giorni affinché la mente inconscia assorba un nuovo orientamento.

Studio adattamento sistema circolatorio e respiratorio

Un interessante esperimento svolto negli USA, mirava a studiare l'adattamento dei sistemi circolatorio e respiratorio nell'addestramento di un solo arto. In pratica agli atleti oggetto di sperimentazione è stato chiesto di pedalare per un certo periodo per 15 minuti al giorno con una sola gamba. Come normalmente ci si aspetta da un allenamento di tipo cardiovascolare, il battito cardiaco prima elevato, è sceso e si è stabilizzato nel tempo man mano che si progrediva con l'allenamento, ed allo stesso modo anche la respirazione è diventata più regolare.

Adattamento sistema respiratorio e circolatorioTerminata la fase A, è stato chiesto agli atleti di pedalare utilizzando solo l'altra gamba... e meraviglia delle meraviglie... il cuore e l'apparato respiratorio non erano per nulla adattati allo sforzo. E si doveva ricominciare tutto daccapo. Quindi nella fase A non si sono allenati cuore e polmoni in generale... ma cuore e polmoni legati a quei precisi percorsi neurologici.

Non vi è stato alcun trasferimento degli effetti dell'allenamento da una gamba all'altra. Esperimenti come questo mostrano che la frequenza cardiaca e la risposta respiratoria sono determinati non da adattamenti del sistema cardiovascolare e respiratorio ma dalla condizione di allenamento dei muscoli coinvolti nell'esercizio.
E' il sistema nervoso connesso a determinati gruppi muscolari che determina l'adattamento di cuore e polmoni. Quando i muscoli di una gamba diventavano più forti ed efficienti, ci sono state meno cellule muscolari stressate e la "frequenza di scarica" dei recettori neurali intramuscolari è diminuita. Il sistema nervoso ha interpretato come attività più leggera rispetto a prima ed ha diminuito la stimolazione di cuore e muscoli respiratori. 

Il Tachione ed il dito di Dio

Introduzione alla Teoria del Tutto.
Cosa c'è stato prima del Big Bang secondo le diverse teorie?
Nella storia del pensiero filosofico sopratutto quello occidentale, è stato sempre affermato che il nulla è inesistente, mentre ora alcuni fisici e matematici congetturano l'ipotesi che il nulla è possibile farlo esistere e persino fluttuare (sarebbe maticamente costruibile attraverso i numeri surreali). Questa teoria avvalorebbe l'idea che l'origine dell'Universo sia avvenuta dal nulla! In realtà da ciò che ho potuto constatare fino ad ora, concordo con l'idea che ciò che fluttua generando idee visibili è la Mente dell'osservatore che vive. Infatti ciò che stiamo scoprendo realmente con gli esperimenti è che come causa del Big Bang e nel Big Bang a fluttuare sono le idee matematiche astratte di infinito ed infinitesimali e non il nulla assoluto. In altre parole nel Big Bang non fluttua il nulla che non esiste, ma il programma matematico dell'Universo, ciò significa che l'Universo è Informazione, ovvero pensiero osservato.

il dito di DioPertanto noi con i nostri Sensi vediamo idee di materia virtuale e non reale. La materia risulterebbe una costruzione della Mente. Lo stesso dualismo del prima o dopo il Big Bang è un'illusione. Il significato è cosi potente da scuotere i principali dogmi, in quanto l'unificazione del visibile e dell'invisibile è compiuta, con l'unificazione dell'Universo Fisico in quello Mentale. L'origine dell'Universo visibile ai Sensi è dunque un preesistente universo di frattali mentali, ovvero l'origine dell'Universo visibile è un programma cibernetico invisibile da questo nostro livello scalare di osservazione. La mente è infatti informazione tachionica, (cioè più veloce della luce).  Infatti tutto ciò che finora è risultato veramente verificato secondo gli esperimenti dimostra soltanto, che ciò che è causa dell’attuale universo è l’insieme limite dello spazio-tempo informatizzato. Resta da capire ora quale è la forma, la natura e la sostanza di questo Ente originario o programma dell’Universo. Già sappiamo però, che l’essere fondamentale a-temporale originario non è il nulla e che include in se lo spazio tempo. Ciò significa che sia l’Ente originario dell’Universo che l’Universo materiale stesso, entrambi non sono fatti di materia estesa e impenetrabile, ma di pura Informazione astratta. Pertanto non esisterebbe un Universo sconfinato ed eterno, ma esiste solo un Universo limitato nel tempo e nello spazio e che all’origine di esso c’è un programma, che lo pensa e lo fa sussistere all’osservazione dei Sensi e degli strumenti. Ovvero senza l’osservatore non c’è alcun Universo. Pertanto l’Ente Originario includerebbe in Sé lo spazio-tempo come informazione pura, avendo quindi una natura eterna.

E’ eterna la materia oppure il pensiero che la osserva?

La materia è veramente un pensiero visto sulla lavagna mentale?

Partendo dalla considerazione che la congettura del nulla che non è genererebbe l’Essere che è, è un assurdo che confonderebbe molte delle idee matematiche e scientifiche attuali, perché l’idea del nulla rende incoerentemente presente in atto l’infinito, nel calcolo delle quantità fisiche. Questa rende assurda la Teoria Standar, per la quale la materia risulta fatta di quantità infinita nei calcoli teorici e misurabile con numeri interi negli esperimenti. Secondo la Teoria Unificata dell’Universo Fisco e Mentale del Prof.Vincenzo Russo, ciò che noi osserviamo realmente sono in realtà nuvole, Teorema dei numeri quantici, (ovvero idee di qualità e quantità), emanate da punti virtuali di spazio-tempo, privi di volume e vuoti di materia, ma pieni di Informazione mentale. Noi vediamo allora ciò che, con prestiti rapidissimi di energia mentale indivisibile ai sensi, sembra essere energia visibile. Pertanto ora si dovrà abbandonare ora l’atomismo fisico e senza aver trovato un vero atomo indivisibile materiale, si dovrà accedere all’idea della divisibilità frattale dei numeri quantici di carica. L’origine dell’Universo visibile ai nostri Sensi è rappresentabile dunque come un preesistente universo di frattali mentali. Ovvero l’origine dell’Universo visibile ai nostri Sensi è un programma cibernetico invisibile da questo nostro livello scalare di osservazione, ma che è realmente esistente e in funzione per cosi dire, oltre il muro di Planck.

Come può una sostanza fatta di valori mentali (il mondo delle idee), divenire un’energia ed una materia visibile?

Se si continua a supporre che esistano due nature veramente diverse tra il mondo visibile ed il mondo mentale, allora il dualismo rimane non unificabile. Se consideriamo però la Teoria Unificata dell’Universo Fisco e Mentale si supera questa contraddizione assoluta, riscoprendo per conto suo e nuovamente che la natura dell’informazione invisibile e di quella presunta materiale è la stessa informazione mentale astratta. La materia è pensiero in numeri cardinali o quanti di informazione (hardware), che restano inclusi nel software d’informazione mentale continuo e puntiforme. In pratica la Teoria dei Quanti descrive la natura dell’informazione mentale, invisibile ai Sensi perché è continua, mentre la Teoria della Relatività descrive la natura, egualmente astratta, ma formattata e quantizzata nell’informazione visibile ai sensi. Entrambe le teorie ritenute irreducibili tra loro sono quindi solo due casi particolari della Teoria Unificata dell’Universo Fisco e Mentale che dimostra che la vita è nella mente e non nello spazio tempo biologico. La stessa informazione di noi non svanisce, perché è formattata e compattata nel super quark continuo, di una lunghezza di Planck.

L'Infinito
Dio se esiste è infinito o è vuoto? 

La Teoria Unificata dell’Universo fisico e mentale dimostra che per essere apprezzabile dalla mente, come pensato coerente e possibile, qualsiasi concetto deve essere completo e limitato nell’identico e non illimitato e non finito dalla mente, ovvero fuori della mente non esisterebbe nulla. Il tempo è visto come la quantizzazione cerebrale della conoscenza mentale continua, divisa ipoteticamente in parti di informazione formattate in valori sufficienti finiti (pensieri incompleti o indecidibili). Le astrazioni sono quantizzate in attimi di emozioni esistenziali interiori. Le visioni sensoriali sono quantizzate in eventi fenomenici, visti come esteriori al proprio Sé, ma inclusi in realtà nelle emozioni del Sé, in istanti di conoscenza, separati in diversi teorema relativistici. Pertanto per parlare dell’ESSERE vero si deve comprendere  che colui che è, esiste solo se completo e limitato in Sé e non infinito ed illimitato fuori dal Sé. L’Essere, la mente, se fosse realmente divisa in parti di sé ciascuna solo di valore sufficiente, (sintetiche ed analitiche) cesserebbe di vivere ed esistere. La conversione dell’informazione in conoscenza, avviene solo nella mente unificata, ovvero la luce tachionica d’informazione istantanea di tutto l’Essere, in un unico tratto identitario.

La nuova interpretazione della Fisica Quantistica della presente Teoria, perviene alla conclusione che ciò che è reale e proprio e solo ciò che è mentale, mentre la Fisica della Relatività  prevede che un giudizio scientifico ma applicato è ritenuto reale, solo come fenomeno materiale. Pertanto solo chi è un essere pensante è dunque un essere esistente e vivente. Il corpo fisico e biologico non è realmente esistente e quindi non è vivente e cosciente. Infatti quando intervengono danni irreparabili alla comunicazione tra mente e corpo, cessa via via, l’auto riproducibilità cellulare, con la cosiddetta morte o paralisi del corpo.

Nel Big Bang mentale è la vita, dove l’essere cosciente può osservare cosi, con le sue sensazioni, le quattro dimensioni spazio temporali, come teoremi di un mondo immaginato in atto, come se fosse fuori dal proprio Sé. Essere è una qualità completa di tutti i valori logici possibili, unificati insieme, in una sola unità cosciente, che si auto riconosce vivente mentalmente e non biologicamente, ovvero nell’IO e non nel cervello. Il cervello non pensa, non vede, non sente, non parla, non tasta, non assapora, solo trasmette e riceve le idee e le emozioni della Mente agli organi e viceversa rimanda le sensazioni dei Sensi alla Mente. L’Essere vero è un tutt’uno di conoscenza di Sé e delle proprie idee. Sarà pertanto necessaria una nuova semantica, per esprimere i nuovi concetti della Teoria dell’Universo Fisico e Mentale, istantaneo e tachionico. Il mondo visibile è ritenuto reale dunque, solo a motivo dei Sensi, in quanto sono gli strumenti ed il metodo di osservazione così predisposti.  

Cosa sono le Leggi Naturali?

La materia organica o inorganica che sia, senza l’osservatore costruttore, non esiste neppure come ente finito. Tutto ciò che avviene è che l’Energia mentale, sposta l’immagine materiale di un corpo da un punto all'altro dello schermo, (lo spazio tempo), mediante la dissipazione chiamata lavoro. Non esiste dunque altra vita o realtà che quella mentale. Quei matematici e fisici che ritengono che il vuoto abbia creato l’Universo dal nulla assoluto, si sbagliano, in quanto Dio ha creato l’Universo dal proprio Sé e non dal nulla assoluto. La Teoria del Tachione si presenta come un modo corretto e risolutivo diverso, per comprendere le Leggi Naturali, che presiedono all'apparire dell’Universo materiale. Di certo le Leggi Naturali sono equivalenti ad un piano di informatizzazione dell’Universo. In pratica l’Universo si manifesta per quello che è realmente, ossia un’illusione di numeri, nella visione sensoriale e strumentale, (che è la stessa cosa di un’estensione dei sensi). Risulta invece unificato nella visione mentale non più relativistica ma istantanea.
L’Universo pertanto non si espanderebbe realmente ma solo matematicamente, in una visione olografica di un insieme finito. Tutto l’Universo di 20 miliardi di anni luce di raggio è equipotente alla distanza di Planck, cioè l’Universo è un’estensione “materiale” finta. Quindi se abbiamo l’unità di misura unificata dell’energia, di spazio, di tempo, di massa, di carica e cosi via, possiamo calcolare ogni aspetto e funzione dei fenomeni con una sola unità di visione immaginaria d’Energia mentale. Questo sarà il vero quanto d’azione mentale. Le quattro forze fondamentali che sono i quattro sforzi del vuoto contro l’estensione angolare immaginaria, delle quattro dimensioni di spazio-tempo, si riassorbono ad ogn’istante nella forza unificata della gravità mentale, che è l’origine dei pensieri accidentali sintetici ed analitici. L’identità assoluta del pensiero umano, sia esso espresso in letteratura o in numeri, propone per il futuro una nuova scienza detta semantica dell'Universo.    

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